Recensione su “All About Jazz”

Recensione dell’album “Picture #2” a cura di Neil Duggan, 13 luglio 2026

Dopo l’uscita del 2023 Tears and Light (Dodicilune), il trio italiano Yugen prosegue nel perfezionamento di un universo sonoro distintivo che sfugge a rigide classificazioni di genere, fondendo jazz, musica ambient e rock in una proposta intrisa di suggestioni cinematografiche. Si tratta di un approccio che ha già valso al gruppo numerosi riconoscimenti.

Le nove composizioni di Picture #2 sono firmate dalla pianista Katya Fiorentino, che definisce l’impianto sia strutturale che emotivo del sound della band. Invece di adottare la classica formula del trio pianistico – con il solista sostenuto da una sezione ritmica – i suoi arrangiamenti offrono al bassista Stefano Compagnone e al batterista Maurizio De Tommasi la libertà di agire come partner alla pari nel plasmare il paesaggio melodico. Il suono è ulteriormente arricchito dal chitarrista ospite Alessandro Dell’Anna, mentre Valerio Daniele cura la produzione artistica.

La scrittura della Fiorentino si fonda su ostinati incisivi che creano tessiture ipnotiche e in evoluzione, offrendo la base per le sue fluide melodie pianistiche. L’elettronica viene impiegata per aggiungere sfumature alla strumentazione di base, dando vita a un paesaggio sonoro aperto e contemporaneo, capace di cambiare atmosfera man mano che i motivi musicali deviano dal percorso prestabilito.

“The Night Spoke To Me” inaugura l’album in modo ammaliante, trainata da percussioni creative e da un motivo pianistico ricorrente su cui Compagnone costruisce un assolo di basso elettrico autorevole, accompagnato da un’elettronica discreta che conferisce ulteriore profondità. “From The Bin To The Sunrise” – brano dal titolo intrigante – rappresenta uno dei momenti salienti del disco: si apre con una frase pianistica orecchiabile, ispirata alle danze folk, per poi guadagnare slancio grazie a linee di basso agili e a un uso nitido delle spazzole alla batteria. Dell’Anna offre un contributo significativo: il suo assolo espressivo si intreccia gradualmente con l’interazione tra pianoforte e basso.

Le doti di arrangiatore di Fiorentino emergono chiaramente in tutto il lavoro. “When Order Fell In Love With Chaos” evolve da un’apertura per pianoforte solo di stampo classico verso i ritmi rock incalzanti di De Tommasi, creando un muro di suono alle spalle del pianista. Altrove, “The Diver U-Bow” esplora una successione di idee musicali costruendo un crescendo progressivo.

Le transizioni tra temi musicali contrastanti sono gestite in modo eccellente, sebbene l’uso dell’elettronica appaia talvolta eccessivo, in particolare nella title track, dove la melodia pianistica di Fiorentino, che si dispiega lentamente, non necessita di particolari abbellimenti. In altri brani, le accattivanti linee di basso di Compagnone sono elementi centrali sia in “Time” che in “Risveglio Di Settembre”, mentre De Tommasi guida con energia e inventiva il drammatico “On More Than Meets The Eye”.

Gli Yugen hanno chiaramente infuso grande riflessione e passione nella loro musica e sono sulla buona strada per definire un sound distintivo: un’estetica spaziosa e atmosferica che guarda molto più alla tradizione jazzistica nordica che alle loro radici italiane. In tutto l’album *Picture #2*, gli ostinati costituiscono la solida base su cui la band costruisce, strato dopo strato, un approccio narrativo e cinematografico, dando vita a un paesaggio sonoro a cui è difficile resistere